La storia


La Scuola militare “Nunziatella” fu fondata il 18 novembre 1787 con il nome di Reale accademia militare, con apposita ordinanza di Ferdinando IV. Il primo responsabile dell’istituto militare fu il generale Domenico della Leonessa, marchese di Supino, che con un decreto del 28 maggio 1787 ottenne dal ministro John Acton la nomina a comandante; per tradizione, tuttavia, la vera fioritura della Nunziatella viene fatta risalire alla presa di comando da parte di Giuseppe Parisi. La Nunziatella fu presto riconosciuta come luogo di elevata formazione militare, già pochi anni dopo la sua fondazione.

 

Già pochi anni dopo la fondazione, la storia della Nunziatella iniziò a incrociarsi con i grandi avvenimenti che avrebbero segnato la scena europea nell’ultimo scorcio del XVIII secolo. Con il ritorno di Ferdinando IV al potere, dopo la breve Repubblica Napoletana, e in ragione della partecipazione di professori e allievi della Nunziatella al movimento rivoluzionario, il 27 luglio 1799 l’accademia fu colpita da un decreto di soppressione; tale decreto rimase tuttavia nei fatti inattuato, dato che il re concesse che un certo numero di allievi orfani continuassero a frequentarla. Ridotta formalmente a convitto maschile per gli orfani militari, la Nunziatella riebbe il titolo di Regia accademia militare grazie all’opera del comandante, capitano Giuseppe Saverio Poli. Il 1º dicembre 1802 la nuova denominazione divenne operativa e Poli fu promosso tenente colonnello in ossequio al nuovo incarico. La conquista del Regno da parte delle truppe napoleoniche nell’ambito della Guerra austro-napoletana, causò la perdita del grado e dell’impiego da parte di Poli. Per la Nunziatella il periodo della seconda Restaurazione fu un momento di grande fervore culturale, grazie soprattutto all’arrivo di alcuni tra i più qualificati insegnanti del tempo. Il 1848 fu un anno cardine della storia europea in quanto, a partire dai moti rivoluzionari di gennaio in Sicilia, prese avvio la cosiddetta “Primavera dei popoli”. La rivolta non tardò ad estendersi ad altre parti del Regno delle Due Sicilie coinvolgendo numerosi esponenti della classe media e intellettuali. Quando nel maggio del 1848 Francesco De Sanctis partecipò ai moti insurrezionali, diversi allievi lo seguirono; ma dopo il fallimento del moto rivoluzionario il professore fu messo sotto accusa e allontanato dall’insegnamento nel novembre successivo. I moti rivoluzionari del 1848 segnarono un punto di cesura nella politica di Ferdinando II delle Due Sicilie e in particolare in merito alla formazione dei quadri dirigenti dell’esercito. Il 27 aprile 1855 deliberò il trasferimento della Nunziatella a Maddaloni, presso il palazzo dei Duchi Carafa; tale nuova collocazione, nelle intenzioni del sovrano, avrebbe assicurato la maggiore controllabilità degli allievi, grazie anche alla vicinanza di Maddaloni alla Reggia di Caserta. L’esilio a Maddaloni durò fino a quando Ferdinando II fu in vita, mentre la salita al trono di Francesco II delle Due Sicilie, di ben altra tempra rispetto al padre, offrì il destro a quanti propugnavano il ritorno dell’istituto nella capitale di fare un altro tentativo. Gli eventi legati alla spedizione dei Mille e alla successiva invasione del Regno delle Due Sicilie da parte dell’Armata Sarda videro ex-allievi della Nunziatella su entrambi i fronti dello scontro. All’atto della caduta del Regno delle Due Sicilie, con la resa della fortezza di Civitella, 3.684 ufficiali erano in servizio attivo nell’esercito. Di questi i 341 ufficiali di artiglieria e i 215 del genio provenivano tutti dalla Nunziatella. Nell’ultimo scorcio del XIX secolo, e similmente a quanto già fatto da altre grandi potenze europee, anche il Regno d’Italia si impegnò in una politica coloniale che la vide presente a lungo nell’area dell’Etiopia e dell’Eritrea. Il periodo coloniale vide ex-allievi partecipare alle operazioni in terra d’Africa. Tale periodo fu inoltre di grande rilevanza per la storia della scuola, soprattutto in conseguenza della disastrosa battaglia di Adua: fu durante questo scontro, infatti, che fu assegnata a un ex-allievo la prima medaglia d’oro al valor militare dell’epoca postunitaria, il 1º marzo 1896. Nel 1913 il ruolo della Nunziatella quale istituto di formazione d’élite per i quadri militari italiani fu rinnovato dall’ingresso di Amedeo di Savoia Aosta: tale evento fu l’occasione per la costruzione di una rete di formalismi attorno al giovane principe, il quale però se ne disfece rapidamente, instaurando un rapporto alla pari con i compagni di corso. Il 21 aprile 1920 nel corridoio d’ingresso della Scuola fu posizionata una roccia delle Prealpi Venete sormontata da un’aquila e da una bandiera, in memoria di tutti gli ex-allievi caduti durante la guerra. La progressiva militarizzazione della società italiana voluta dal regime fascista ebbe naturalmente influenza anche sulla Nunziatella. All’istituto, insieme al Collegio militare di Roma e a quello di Milano, fu dedicata grande attenzione in vista degli obiettivi di espansione che il regime e la corona si proponevano. Gli eventi della seconda guerra mondiale interessarono gradatamente anche la città di Napoli, coinvolgendo quindi gli allievi della Nunziatella. I bombardamenti aerei Alleati non ebbero al principio altra conseguenza sulla vita degli allievi che quella di costringerli a rifugiarsi in un ricovero sotterraneo nella sottostante via Chiatamone. La Scuola fu trasferita dal marzo al 30 dicembre 1943 a Benevento; tale spostamento fu di grande danno per la Nunziatella, dato che per i saccheggi effettuati dalle truppe tedesche a Benevento andò perso quasi tutto il materiale lì trasportato. La Nunziatella era stata la scuola di formazione per Vittorio Emanuele III e Amedeo d’Aosta e dunque era vista come espressione del regime monarchico e fascista. L’opera di contatto con gli alti comandi Alleati, sortì l’effetto di scongiurarne la chiusura, ma a pesanti condizioni: l’istituto fu declassato a liceo-convitto civile e gli allievi furono costretti a seguire le lezioni in spazi limitati, mentre la maggior parte dell’edificio veniva occupata da un comando britannico e da truppe palestinesi. I corsi della Nunziatella ricominciarono a Napoli il 1º febbraio 1944, ma con numerose mutilazioni rispetto al passato. Il 1º settembre 1949 la Nunziatella riacquistò la denominazione di Collegio Militare di Napoli e il successivo 24 maggio 1950 vide la restituzione della bandiera d’istituto nel corso di una cerimonia alla rotonda Diaz. Nella storica giornata del 15 novembre 2014, alla presenza del ministro dell’Interno Angelino Alfano, del ministro della difesa Roberta Pinotti, del sindaco di Napoli Luigi De Magistris e del presidente dell’Associazione Nazionale ex Allievi Alessandro Ortis, è stato firmato un accordo che ha sancito il passaggio alla Nunziatella del complesso del Gran Quartiere di Pizzofalcone, nato come caserma dei granatieri della Guardia Regia nel XIX secolo, e successivamente assegnato alla Polizia di Stato. Tale accordo è di particolare importanza per la Nunziatella, in quanto consente di ampliarne e qualificarne gli spazi, e di aprire la strada al progetto di sua costituzione in Scuola militare Europea.